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Suddito Peggiore
lunedì, 09 novembre 2009

INVITO SERATA CON MONI OVADIA

Cari spettatori,

vi invitiamo a partecipare ad una serata di discussione che  apriamo intorno al tema "Cultura a Milano".
Una serata per riflettere insieme sui cambiamenti che si stanno producendo nella città, che affronta
il problema dei tagli ai teatri, della disattenzione verso le realtà periferiche, della mancanza di sovvenzionamenti per i progetti culturali.

 

Lo facciamolo con un compagno di strada come Moni Ovadia che oltre alle sue riflessioni ci donerà qualche sua "imprevedibile" performance musicale e teatrale.

 

Cordialità.
Teatro Officina

 

 

 

 

 

 

 

“QUALE CULTURA PER LA CITTA’?”

 

SERATA CON    MONI   OVADIA

 

GIOVEDI 12 NOVEMBRE ORE 21

 

al TEATRO OFFICINA

 

Ingresso libero

 

 

 

 

 

Teatro Officina

 

Via S. Elembardo, 2

MM1 GORLA oppure Bus 44

 

Per Info: 022553200 - Fax 0227000858

info@teatroofficina.it  - www.teatroofficina.it  


gianni71 alle 20:51 in: info teatro officina
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giovedì, 15 ottobre 2009

 



Delicati veli,

su labbra d'amianto...

 
(Buonasera! Riconosco che come apparizione non sia il massimo, ma mi rifarò nelle apparizioni successive! Intanto festeggiamo il mio compleanno! ;) .)

Un Bacio a Gianni! :)
 
 
 
 
ninfasfigata alle 00:29 in:
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giovedì, 17 settembre 2009

Il vaccino per l'influenza A/H1N1 E' DANNOSO PER LA SALUTE

BENTORNATI DALLE FERIE. INIZIAMO SUBITO CON QUESTA EMERGENZA CHE MI SEMBRA ABBASTANZA IMPORTANTE.
TRATTO DA SEGNIDALCIELO.IT
Il vaccino per l'influenza A/H1N1 E' DANNOSO PER LA SALUTE
Il vaccino contro l'influenza A/H1N1 sarà messo in circolazione privo del foglietto illustrativo che per legge
dovrebbe contenere posologia, modalità d'uso ed effetti indesiderati di ogni farmaco.Nella composizione del vaccino viene anche prevista l'utilizzazione dell'adiuvante MS 59" prodotto
per la Guerra del Golfo e altamente distruttivo per il corpo umano
 Giuseppe Mele, presidente della Federazione italiana medici pediatri (Fimp), rende noto che il vaccino contro l'influenza A/H1N1 sarà messo in circolazione privo del foglietto illustrativo che per legge dovrebbe contenente posologia, modalità d'uso ed effetti indesiderati di ogni farmaco.
Nella composizione del vaccino viene anche prevista l'utilizzazione dell'adiuvante MS 59".
L'MS 59 è il derivato oleoso di un prodotto ideato per la guerra del golfo con capacità altamente distruttive per il corpo umano. Alcuni esperti della sanità affermano che questo principio debba rientrare nella categoria delle armi biologiche o farmacologiche.
E' sintomatico che la legislazione impone che l'utilizzo del M S 59 debba essere molto limitato negli esperimenti con gli animali e non prevede assolutamente il suo utilizzo sugli uomini.
Gli immunologi sostengono la tesi secondo la quale una dose anche microscopica di poche molecole di adiuvante iniettato nel corpo umano causa notevoli disturbi al sistema immunitario. Questi coadiuvanti sono in grado di alterare il sistema immunitario favorendo l'insorgenza di malattie autoimmuni in cui la reazione immunitaria viene diretta contro il proprio organismo.

fonte: www.catanzaronotizie.it

L'associazione culturale pediatri:
non c'è affatto pandemia, no a misure drastiche
Lettera aperta ai politici, ai professi onisti della salute e ai mezzi di comunicazione
Quello che sappiamo per certo di questo nuovo virus influenzale A/H1N1, è che per ora si è dimostrato meno aggressivo della comune influenza stagionale. Diventa perciò difficile capire perché sia stato dichiarato lo stato di pandemia,modificando addirittura i criteri della definizione (è scomparsa ad esempio l'elevata mortalità), come spiega Tom Jefferson della Cochrane vaccines field in un' intervista a Spiegel. Nessuno è però in grado di dire se in futuro questo virus si modificherà e diventerà pericoloso. Il suo comportamento, come quello di tutti i virus, è assolutamente imprevedibile.
La bassa mortalità, ossia quanti morti rispetto ai casi, riscontrata finora nei paesi dove l'A/H1N1 è già circolato ampiamente (dello 0,3% in Europa e 0,4% negli USA), potrebbe essere in realtà ancora inferiore perché facilmente diversi casi con sintomi lievi sfuggono alla sorveglianza e alcuni decessi possono essere dovuti ad altre cause presenti e non al solo virus.
I sintomi della nuova influenza sono assai generici (febbre, tosse, raffreddore, dolori muscolari, malessere, vomito o diarrea) e, come quelli dell'influenza stagionale, possono essere causati da molti altri virus o batteri. Questo è uno dei motivi per cui il fenomeno "influenzale" nel suo complesso, viene generalmente sovrastimato.
I vaccini contro il nuovo virus A/H1N1 sono ancora in fase di sperimentazione. Nessuno è in grado oggi di sapere se e quanto saranno efficaci e sicuri. Ma per diventare aggressivo il virus dovrebbe cambiare (per mutazione? riassortimento con altri virus?), quindi i vaccini mirati al virus attuale, potrebbero non essere utili. Sulla sicurezza sia l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) che l'Agenzia del farmaco europea (EMEA), fanno presente la necessit&agr ave; di un'attenta sorveglianza postmarketing per rilevare eventuali effetti collaterali che potrebbero manifestarsi con l'uso su grandi numeri, anche perché alcuni vaccini sono allestiti con tecnologie nuove. Abbiamo già visto durante la pandemia del 1976, diversi casi di Guillain-Barré (una neuropatia periferica) associati alla vaccinazione di milioni di americani contro un virus anch'esso di derivazione suina. Chi decide di vaccinarsi, dovrebbe firmare un "consenso informato" che illustri con precisione benefici e rischi.
Quanto al vaccino contro l'influenza stagionale, recenti studi confermano i dubbi sulla sua efficacia sia nei bambini che negli anziani. E sotto i 2 anni di età, è risultato del tutto inefficace. Non si vedono quindi motivi per offrire la vaccinazione stagionale ai bambini sani, per la quale oltre a tutto, ci dice il Center for Disease Control europeo (ECDC), per prendere decisioni servono informazioni basilari come l'im patto della vera influenza (numero di casi, ricoveri e complicazioni) nelle varie età dell'infanzia. Informazioni che non abbiamo.
Riguardo agli antivirali a cui il nuovo virus è risultato sensibile in laboratorio - Oseltamivir (Tamiflu) e allo Zanamivir (Relenza) - non sappiamo quanto siano efficaci "in vivo". Per ora non abbiamo studi al riguardo. Si sa però che entrambi sono poco efficaci verso l'influenza stagionale e sono già state segnalate resistenze del nuovo virus all'Oseltamivir, in alcuni paesi (Danimarca, Giappone, Cina, USA). Inoltre non va dimenticato che gli antivirali possono dare a volte effetti collaterali importanti. Il 18% dei bambini in età scolare del Regno Unito a cui è stato somministrato l'Oseltamivir in occasione dell'epidemia di A/H1N1, ha presentato sintomi neuropsichiatrici e il 40% sintomi gastroenterici. Gli antivirali vanno quindi usati solo su indicazione medica e solo per casi gravi o persone in cat tive condizioni di salute.
Sull'uso dei vaccini e degli antivirali, c'è chi come Ernesto Burgio (direttore scientifico di ISDE, Medici per l'ambiente) esprime un'ulteriore perplessità: entrambi potrebbero favorire la mutazione del virus verso ceppi più aggressivi.
Cosa fare?
Andrà innanzi tutto mantenuta calma e lucidità, di fronte alle notizie allarmanti diffuse quotidianamente dai mezzi di comunicazione. Se i casi di influenza saranno più numerosi del solito o il virus dovesse diventare aggressivo, sarà importante permettere ai medici e alle strutture sanitarie di dedicarsi ai pazienti più gravi.
La chiusura delle scuole - con tutte le sue ricadute sociali - potrebbe essere presa in considerazione solo se in futuro dovesse circolare un virus altamente aggressivo (non l'attuale A/H1N1). In tal caso andrebbero chiusi anche tutti i luoghi di ritrovo come i cinema, le discoteche, ecc.
Potrem o invece mettere in atto da subito le uniche misure che si sono dimostrate efficaci nell'impedire la diffusione di tutti i virus respiratori (come l'H1N1 anche se dovesse cambiare):
- lavarsi le mani spesso e accuratamente, con acqua e sapone
- ripararsi la bocca e il naso quando si tossisce o si starnutisce (e dopo lavarsi le mani)
- evitare di toccarsi occhi, naso e bocca, facili vie di entrata dei virus
- stare a casa quando si hanno sintomi di influenza
- evitare i luoghi affollati quando i casi di malattia sono molto numerosi
L'uso della mascherina è risultato efficace negli ambienti di assistenza sanitaria, mentre per altre circostanze l'efficacia non è stata stabilita.
Luisella Grandori
Responsabile Gruppo vaccinazioni ACP
Michele Gangemi
Presidente ACP
5 Settembre 2009
Articolo originale su:
www.megachipdue.info
fonte: altrogiornale.org
gianni71 alle 19:11 in:
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mercoledì, 22 luglio 2009

GIU LE MANI DALLE OFFICINE




GIU LE MANI DALLA INNSE

GIU LE MANI DALLE OFFICINE



Venerdi 24 luglio dalle ore 21

Ai giardini di Via Conte Rosso (zona Lambrate)

Proiezione del video

"La Innse di Lambrate: appunti di una storia di lotta"



manteniamo l´attenzione e sosteniamo gli operai dell´Innse
di via Ribattino che da 14 mesi lottano contro la chiusura della fabbrica, per
riprendersi il loro lavoro



Panetteria Occupata



Operai della Provincia di Milano
chiediamo il vostro aiuto


Siamo gli operai della INNSE, da più di un anno resistiamo alla chiusura della fabbrica. Presidiamo lo stabilimento giorno e notte sabato e domenica. Siamo stati licenziati, messi in mobilità ma non ci siamo arresi, finchè c’è la fabbrica e ci sono gli operai c’è la possibilità di riprendere il lavoro. Tutti dicono che i posti di lavoro non vanno cancellati, si fanno belli parlando delle politiche attive del lavoro, dimostrino cosa sono capaci di fare.
Noi, come operai INNSE, abbiamo dimostrato lavorando, gestendo direttamente la produzione contro la decisione del padrone di cessare l’attività, che la fabbrica funzionava e funziona. Lo abbiamo fatto da giugno a settembre dello scorso anno, finchè su ordine del magistrato siamo stati messi fuori dalla fabbrica, ci siamo accampati in portineria e da quel giorno non siamo andati più via.
Diversi acquirenti si sono proposti per acquisire la fabbrica ma il vecchio padrone aveva altri interessi, in accordo con l’immobiliare voleva ripulire il capannone e vendersi tutte le macchine.
Per un anno ha tentato e ritentato di smontare il macchinario, si è fatto scortare dalle forze dell’ordine, fino a far picchiare a manganellate gli operai che si opponevano, è successo il 10 febbraio. Un fatto che ci rimarrà impresso nella memoria. Da quel giorno tutti hanno capito che le istituzioni non potevano perdere la faccia per un rottamaio del genere e lo hanno consigliato di calmarsi. Ma non è servito, ha iniziato col vendersi quattro macchine ed ha mandato il nuovo padrone con l’ufficiale giudiziario per iniziare a smontarle.
naturalmente li abbiamo respinti. Naturalmente ha preso in giro anche coloro che stanno ai diversi livelli istituzionali e che stanno cercando una soluzione per riprendere la produzione in INNSE. Naturalmente il decreto di smontaggio è finito nelle mani di Prefetto e Questura e tocca a loro decidere quando e come con la forza lo attueranno.
In questa situazione, operai della Provincia di Milano vi chiediamo un aiuto diretto, la nostra unica forza è il numero. Noi siamo decisi a non far mettere mano sul macchinario finchè è aperta la porta di una ripresa della fabbrica ma da soli non possiamo farcela. Centinaia di operai sui cancelli, il giorno del prossimo colpo di mano, convinceranno tutti che è meglio desistere da questa prova di forza.
Operai delle fabbriche della Provincia di Milano, vi chiediamo il sostegno diretto perché siamo convinti che la lotta della INNSE non è solo la nostra lotta, è la lotta di tutti gli operai che sono stati buttati in mezzo alla strada, di tutti quegli operai che ricattati hanno subito la chiusura delle loro fabbriche ma non si sono rassegnati. Se l’INNSE resiste tutti possono resistere, e l’INNSE potrà resistere solo con il vostro sostegno.

Confermate la vostra solidarietà. Aderite al presidio della INNSE,
telefonate a 349 5205238.

Le RSU della INNSE
Milano Lambrate, 22 giugno 2009
gianni71 alle 18:36 in: innse, panetteria occupata
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martedì, 21 luglio 2009

W L’8 MARZO! Di VERA

Come tante donnelavoratriciguerriere, sopravvivo nella giungla milanese.

Come tante donnelavoratriciguerriere, provo a lavorare in un call center milanese. 

Provo perchè, nonostante il ritornello costante sia la vendita, le condizioni a cui ci sottopone costantemente la leadershep aziendale parrebbero volte ad impedirci il raggiungimento dello scopo stesso. Come se in verità fossimo vittime di un esperimento.  
 
Ma andiamo con ordine. Siamo circa una cinquantina di dipendenti, assunte a tempo indeterminato in una sedicente multinazionale americana, con contratto di operatrici telefoniche. E gia questo ci suggerisce che non saremmo costrette a vendere nulla per adempiere al nostro dovere. Ma la giornata lavorativa è lunga, e tutto sommato ognuna vuole dare un senso alla telefonata e quindi si prova di fatto a vendere il prodotto che sponsorizziamo. Qualche volta capita che l’interlocutore sia effettivamente incuriosito e acquisti telefonicamente quanto proponiamo, ma per lo più, le persone contattate non avrebbero neppure il tempo di ascoltare la filastrocca della nostra presentazione.
 

Da circa sette anni resisto in questa realtà, e da allora molti “team leader manager”, cioè caporali, si sono succeduti nel monitoraggio del nostro operato e non solo: siamo arrivate anche ad essere riprese perchè troppo assidue frequentatrici della toilette. Il fatto è, racconto a chi legge perchè non mi fraintenda, che lavorando al telefono e quindi parlando tanto, si beve tanta acqua, di conseguenza diventa necessario espletare quelle semplici ma necessarie funzioni fisiologiche; sono certa che voi mi comprendete. Diverso è per i padroni, non lo capiscono. e neppure i loro caporali a tempo determinato. Persone diverse, diverse per età e anche per sesso, ma tutti accomunati dal metodo bastone e cioccolatino. Il bastone è facile da comprendere: la repressione che censura e che secondo le geniali menti, scongiurerebbe la sovversione. Naturalmente è il contrario!

Il cioccolatino apparentemente sembrerebbe una semplice gentilezza in verità stimola le endorfine stimolando il buon umore e quindi la produttività. Insomma un pò come con le galline, costrette costantemente sotto la luce accesa in modo che facciano più uova.

Vi confido che noi, le volenterose, ci presentiamo al pubblico che contattiamo come public relations menagers della nostra azienda, signore colte e  ben educate, che si lusingano di invitare ecc ecc.., in verità stiamo una sopra all’altra in una stanza che a fatica ci contiene, urlandoci addosso (fa parte della tecnica imposta dall’azienda tenere la voce alta…), e con un sottofondo di musica talvolta ad un volume cosi alto da non permetterci di sentire niente, ma di consentire al nostro interlocutore di comprendere al volo che l’unica cosa intelligente da fare è chiudere immediatamente la comunicazione con noi.  

L’unica cosa che ogni tanto mi agevola il buon umore (no, nn è il cioccolatino….) oltre l’unita con le colleghe, è l’idea di essere su un palcoscenico, tanto grottesco e paradossale è il tempo che scorre in quelle stanze. In effetti più di una volta ho pensato sarebbe stato un bello spettacolo teatrale,  ma Virzì ci ha precedute, e non pensate neppure per un momento che abbia esagerato, con la finzione scenica!  

In questo assurdo contesto si è pero verificato un momento che, per quanto inenarrabile, provo a narrarvi. 

Premetto che, come tutti i posti di lavoro, il padrone pretende il massimo ricambiando con il minimo e se possibile anche meno. 

Come tutti i giorni, anche ieri io e  le colleghe del mio reparto, circa una decina, arriviamo puntuali in ufficio e chiediamo se le nostre buste paga sono stavolta anch’esse arrivate puntualmente, in quanto ci pagano sempre in ritardo. Pure. Appena appuriamo che per l’ennesima volta ancora non ci è giunto il bonifico entro il termine, si decide di incrociare le braccia. Ma prima vogliamo chiedere per l’ennesima volta spiegazione ai nostri capi.

Naturalmente siccome la minaccia è  forte e mai prima di adesso si era paventato un simile ammutinamento, la richiesta viene immediatamente soddisfatta.  

Due ore di tentativo di imbalsamazione dei nostri neuroni, da parte del nostro supervisor, che tra latro neppure si scusa per i constanti ritardi dei nostri stipendi né, almeno, chiede comprensione per tale ritardo, anzi, ci accusa di non fare bene il nostro lavoro, e solo per questo mancano i soldi per pagarci! Non solo, neppure si sa quando arriverà il bonifico per poterci pagare.  

……………. 

……………. 

Non ci facciamo scoraggiare. Dopotutto Godot ci insegna che non c’è limite all’assurdo. 

Dopo tale tentativo di imbonimento, ci viene domandato se alla luce di quanto detto (colpa nostra, solo colpa nostra) ancora abbiamo l’ardire di minacciare uno sciopero. 

…………………………….: silenzio tattico, sguardo d’intesa tra tutte, pathos paragonabile solo a “oh capitano mio capitano”.  

SI CERTO, NOI SCIOPERIAMO.  

E, in effetti ci siamo fatte prendere la mano, SCIOPEREREMO FINTANTO CHE NON CI PAGHERETE LO STIPENDIO! Che momento. 

Certe emozioni possono ripagare anche di “cent’anni di solitudine” e di 7 anni di apparente nichilismo.  

Naturalmente abbiamo poi considerato che lo sciopero ad oltranza annunciato, forse era un po’ eccessivo, ma la nostra audacia ha evidentemente prodotto l’effetto voluto, perché il giorno dopo sono arrivate le buste paga, e cosi noi tutte siamo rientrate al lavoro, mantenendo anche fede a quanto ci eravamo proposte.  

Quanto vi racconto è accaduto senza l’ausilio né il supporto di alcun sindacato. Quanto accaduto è potuto accadere ed ha avuto un esito vincente perché noi colleghe siamo state compatte e determinate.  

Adesso abbiamo finalmente una nostra RSU con il sindacato di base, e questo è un altro traguardo raggiunto. Ma abbiamo imparato che è importante innanzitutto conoscere i propri diritti, avere un alta considerazione di noi stesse e della nostra dignità e mantenere sempre le distanze con i padroni e i loro cani da guardia.

E si deve tenere lo sguardo vigile. E non abbassare gli occhi, mai.   
gianni71 alle 01:24 in:
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giovedì, 09 luglio 2009

gianni71 alle 01:54 in:
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lunedì, 29 giugno 2009

gianni71 alle 01:07 in:
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lunedì, 25 maggio 2009

Fate girare: l'attacco finale alla democrazia è iniziato!

Berlusconi e i suoi sferrano il colpo definitivo alla libertà della rete internet per metterla sotto controllo. Ieri nel voto finale al Senato che ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (disegno di legge 733), tra gli altri provvedimenti scellerati come l'obbligo di denuncia per i medici dei pazienti che sono immigrati clandestini e la schedatura dei senta tetto, con un emendamento del senatore Gianpiero D'Alia (UDC), è stato introdotto l'articolo 50-bis, "Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet". Il testo la prossima settimana approderà alla Camera. E nel testo approdato alla Camera l'articolo è diventato il nr. 60. 
Anche se il senatore Gianpiero D'Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo, questo la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della "Casta" che non vuole scollarsi dal potere. 
In pratica se un qualunque cittadino che magari scrive un blog dovesse invitare a disobbedire a una legge che ritiene ingiusta, i provider dovranno bloccarlo. Questo provvedimento può obbligare i provider a oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all'estero. Il Ministro dell'interno, in seguito a comunicazione dell'autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l'interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine. L'attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000 per i provider e il carcere per i blogger da 1 a 5 anni per l'istigazione a delinquere e per l'apologia di reato, da 6 mesi a 5 anni per l'istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all'odio fra le classi sociali. Immaginate come potrebbero essere ripuliti i motori di 
ricerca da tutti i link scomodi per la Casta con questa legge? 
Si stanno dotando delle armi per bloccare in Italia Facebook, Youtube, il blog di Beppe Grillo e tutta l'informazione libera che viaggia in rete e che nel nostro Paese è ormai l'unica fonte informativa non censurata. Vi ricordo che il nostro è l'unico Paese al mondo, dove una media company, Mediaset, ha chiesto 500 milioni di risarcimento a YouTube. 
Vi rendete conto? Quindi il Governo interviene per l'ennesima volta, in una materia che vede un'impresa del presidente del Consiglio in conflitto giudiziario e d'interessi. 
Dopo la proposta di legge Cassinelli e l'istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra poco 
meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al "pacchetto sicurezza" di fatto rende esplicito il progetto del Governo di "normalizzare" il fenomeno che intorno ad internet sta facendo crescere un sistema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare. 
Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet? Chi non può farlo pensa bene di censurarlo e di far diventare l'Italia come la Cina e la Birmania. 
Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati Beppe Grillo dalle colonne del suo blog e la rivista specializzata Punto Informatico. Fate girare questa notizia il più possibile. E' ora di svegliare le coscienze addormentate degli italiani. E' in gioco davvero la democrazia!!! 
http:>>//italianspot.wordpress.com/2009/02/06/pacchetto-sicurezza-attacco-finale-di-berlusconi-ai-blogger-e-filtraggio-della-rete-berlusconi-vuole-chiudere-facebook-e-youtube/












Nuova legge contro la pirateria digitale e multimediale, un nuovo attacco a internet e alla libera informazione on line da Berlusconi

LINK

gianni71 alle 01:14 in:
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venerdì, 10 aprile 2009

Teatro Officina

TRASLOCHI

Il perenne migrare di uomini e cose

 

Venerdì 17 e sabato 18 aprile 2009 0re 21

Domenica 19 aprile 2009 ore 16

 

In questo spettacolo affrontiamo il tema dei traslochi intesi come flussi di popoli, di umanità e cose. E stringiamo intorno al sentimento di perdita, in cui affiora a tratti –come una luce intermittente – la speranza e la fraternità.

Un seminatore di morte attraversa quattro volte il palcoscenico. Ad ogni suo ingresso sparge intorno a sé una polvere che apre ad una testimonianza:  polvere di dolore ( un africano evoca la colonizzazione subita dal suo popolo), polvere di morte e di rovine (la guerra infinita in Palestina), polvere di miseria e sgomberi violenti ( il popolo Rom), polvere di indifferenza e pregiudizio (le umili vite dei Senza Dimora).

Lo spettacolo nasce da un progetto che raccoglie storie e testimonianze dirette, secondo una metodologia teatrale che il Teatro Officina ha elaborato in lunghi anni di lavoro sui territori. Le testimonianze  sono state da noi raccolte nel quartiere in cui operiamo, in quella parte di metropoli – Viale Monza/Via Padova- in cui è  statisticamente più alta la presenza di nuovi popoli, di altre etnie. In cui si confondono e si abbracciano rabbia e tenerezza, solitudine e solidarietà.

 

al  Teatro Officina

 

Con Luca Aiello, Daniela Airoldi Bianchi, Mohamed Ba, Massimo de Vita,Pierluigi Durin, Stefano Grignani, Lucia Malcovati, Mario Pizzamiglio, Maria Prusicki.

 

Scenografia di Gianluca Martinelli

 

Luci di Beppe Sordi

 

Assistenza alla produzione Beatrice D’Errico

 

Video montati da Ferruccio Valerio de “Il centro storico”

 

Regia di MASSIMO DE VITA

 

Si ringrazia Jesus Galiano, Duccio Gri, Tommaso Abbate, Carla Cipolla e Luisa Dell’Acqua.

 

TEATRO OFFICINA

Via S. Elembardo, 2 Milano MM 1 Gorla – Bus 44

Info e prenotazioni

 

Tel. 02.2553200 - info@teatroofficina.it - www.teatroofficina.it

 

Ingresso unico: Euro 10,00 Durata: 70 minuti

 

TRASLOCHI

Il perenne migrare di uomini e cose

 

- L’AFRICA -

 

La colonizzazione aveva alla base l’idea che il popolo negroafricano non avrebbe mai avuto accesso ad un grado superiore di civiltà se non sposando  i valori fondanti della cultura coloniale.

 In quel tempo il dolore fu la nostra quotidianità, dolore del cuore e dello spirito.

 Durò tre secoli,  trecento anni.

 Ora, a testa alta,  possiamo proporvi un DECALOGO DELL’INTERCULTURA:

  1. 1 Non avrai altro io all’infuori di te.
  2. 2 Non nominare la nazionalità degli altri invano.
  3. Ricordati di valorizzare le feste di tutte le culture presenti nella tua città.
  4. Onora la memoria dei tuoi nonni e raccontala ai tuoi ospiti.
  5. Accogli spontaneamente il  punto di vista degli altri, non imporre il tuo.
  6. Non rubare la parola ai nuovi compagni, prima di tutto impara ad ascoltarli
  7. Non testimoniare sulla cultura degli altri se non ne sai niente.
  8. Non desiderare solo la tua cultura: rischi la solitudine e l’arretratezza.
  9. Non desiderare solo la cultura degli altri: rischieresti di far morire la tua.
  10. Non uccidere le differenze culturali: sono la bellezza dell’umanità.

     COGLIETE L’ATTIMO: ACCOGLIETE.

                                                                                       Mohamed Ba

 

 -LA PALESTINA -

Da “Stato d’assedio”, poesia di Mahmoud Darwish

 

(A un assassino): Se avessi contemplato il volto della vittima

e riflettuto, ti saresti ricordato di tua madre nella camera a gas,

avresti buttato via le ragioni del fucile

e avresti cambiato idea:

non è così che si ritrova un’identità.

 

                                Da “Odio”, poesia di Mahomud  Darwish

“Prendi nota: sono un arabo.

non odio nessuno né usurpo.

Ma se vengo ridotto alla fame

La carne dell’usurpatore sarà il mio cibo.

Attenti. Attenti alla mia fame e alla mia collera”

 

 

 

 -IL POPOLO  ROM -

(da una poesia di Giuseppe Natale, Presidente ANPI di Crescenzago)

 

E con poche povere masserizie

il cammino di sempre riprendono

per tornare indietro, ma dove?

Per andare avanti, ma dove?

A me piace accarezzarla la speranza

leggerla e viverla la parola bella

che rovesciata suona mor

la dolce tronca sillaba di Amor

Rom d’amor batte il cor

Rom d’amor canta il cor…

 

 

 - I SENZA FISSA DIMORA -

(Testimonianza raccolta da un commerciante peruviano di via Padova in seguito alla morte per assideramento di un senza dimora italiano del quartiere).

 

Era disponibile per i bisogni degli altri, soprattutto degli anziani. Se avevano bisogno di un servizio glielo faceva e non voleva mai nulla. Magari gli offrivano un caffè al bar, o gli portavano un po’ di frutta. Ma soldi non ne accettava.

Il venerdì mattina qui c’è il mercato, in via dei Transiti, e una signora comprava sempre alla bancarella le puntine di maiale già cotte  con le crocchette di patate, un po’ di frutta e gliele portava. Così il venerdì mattina diceva allegro “Oggi mangio puntine di maiale!”.

Alcuni erano solidali con lui, altri meno. 

C’era quelli che lo guardavano male perché dicevano che era un barbone. Però era un barbone che non dava fastidio a nessuno.
gianni71 alle 17:42 in: teatro officina
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martedì, 24 marzo 2009

Tratto dal film "Buongiorno, Notte"

Vi è un momento in cui il regista, Bellocchio, ha deciso di dare un volto umano alla brigatista..Lei sta leggendo una lettera scritta da Aldo Moro a sua moglie..Si rende conto che ciò che stanno facendo non è dissimile da quanto stanno combattendo..Nell'umanizzazione che è stata fatta da parte del regista, riguardo ai sequestratori dell'Onorevole Aldo Moro, la brigatista capisce che la condanna che porterà alla morte Aldo Moro, non è diversa dalle condanne che portarono alla morte, migliaia di partigiani...

Per quanto si possa credere in un ideale, per quanto lo si possa mettere in pratica e ci si possa identificare, non dovrà mai sfociare nella violenza. Perderemmo ogni forma di ragione. Un monito per chi ancora crede, che la lotta armata, sia di destra che di sinistra, possa portarci ad una soluzione.


interrompere video in alto a sinistra per visionare questo
gianni71 alle 18:41 in:
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