I thank God for the suffering
Suddito Peggiore
lunedì, 29 giugno 2009

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lunedì, 25 maggio 2009

Fate girare: l'attacco finale alla democrazia è iniziato!

Berlusconi e i suoi sferrano il colpo definitivo alla libertà della rete internet per metterla sotto controllo. Ieri nel voto finale al Senato che ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (disegno di legge 733), tra gli altri provvedimenti scellerati come l'obbligo di denuncia per i medici dei pazienti che sono immigrati clandestini e la schedatura dei senta tetto, con un emendamento del senatore Gianpiero D'Alia (UDC), è stato introdotto l'articolo 50-bis, "Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet". Il testo la prossima settimana approderà alla Camera. E nel testo approdato alla Camera l'articolo è diventato il nr. 60. 
Anche se il senatore Gianpiero D'Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo, questo la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della "Casta" che non vuole scollarsi dal potere. 
In pratica se un qualunque cittadino che magari scrive un blog dovesse invitare a disobbedire a una legge che ritiene ingiusta, i provider dovranno bloccarlo. Questo provvedimento può obbligare i provider a oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all'estero. Il Ministro dell'interno, in seguito a comunicazione dell'autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l'interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine. L'attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000 per i provider e il carcere per i blogger da 1 a 5 anni per l'istigazione a delinquere e per l'apologia di reato, da 6 mesi a 5 anni per l'istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all'odio fra le classi sociali. Immaginate come potrebbero essere ripuliti i motori di 
ricerca da tutti i link scomodi per la Casta con questa legge? 
Si stanno dotando delle armi per bloccare in Italia Facebook, Youtube, il blog di Beppe Grillo e tutta l'informazione libera che viaggia in rete e che nel nostro Paese è ormai l'unica fonte informativa non censurata. Vi ricordo che il nostro è l'unico Paese al mondo, dove una media company, Mediaset, ha chiesto 500 milioni di risarcimento a YouTube. 
Vi rendete conto? Quindi il Governo interviene per l'ennesima volta, in una materia che vede un'impresa del presidente del Consiglio in conflitto giudiziario e d'interessi. 
Dopo la proposta di legge Cassinelli e l'istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra poco 
meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al "pacchetto sicurezza" di fatto rende esplicito il progetto del Governo di "normalizzare" il fenomeno che intorno ad internet sta facendo crescere un sistema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare. 
Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet? Chi non può farlo pensa bene di censurarlo e di far diventare l'Italia come la Cina e la Birmania. 
Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati Beppe Grillo dalle colonne del suo blog e la rivista specializzata Punto Informatico. Fate girare questa notizia il più possibile. E' ora di svegliare le coscienze addormentate degli italiani. E' in gioco davvero la democrazia!!! 
http:>>//italianspot.wordpress.com/2009/02/06/pacchetto-sicurezza-attacco-finale-di-berlusconi-ai-blogger-e-filtraggio-della-rete-berlusconi-vuole-chiudere-facebook-e-youtube/












Nuova legge contro la pirateria digitale e multimediale, un nuovo attacco a internet e alla libera informazione on line da Berlusconi

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gianni71 alle 01:14 in:
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venerdì, 10 aprile 2009

Teatro Officina

TRASLOCHI

Il perenne migrare di uomini e cose

 

Venerdì 17 e sabato 18 aprile 2009 0re 21

Domenica 19 aprile 2009 ore 16

 

In questo spettacolo affrontiamo il tema dei traslochi intesi come flussi di popoli, di umanità e cose. E stringiamo intorno al sentimento di perdita, in cui affiora a tratti –come una luce intermittente – la speranza e la fraternità.

Un seminatore di morte attraversa quattro volte il palcoscenico. Ad ogni suo ingresso sparge intorno a sé una polvere che apre ad una testimonianza:  polvere di dolore ( un africano evoca la colonizzazione subita dal suo popolo), polvere di morte e di rovine (la guerra infinita in Palestina), polvere di miseria e sgomberi violenti ( il popolo Rom), polvere di indifferenza e pregiudizio (le umili vite dei Senza Dimora).

Lo spettacolo nasce da un progetto che raccoglie storie e testimonianze dirette, secondo una metodologia teatrale che il Teatro Officina ha elaborato in lunghi anni di lavoro sui territori. Le testimonianze  sono state da noi raccolte nel quartiere in cui operiamo, in quella parte di metropoli – Viale Monza/Via Padova- in cui è  statisticamente più alta la presenza di nuovi popoli, di altre etnie. In cui si confondono e si abbracciano rabbia e tenerezza, solitudine e solidarietà.

 

al  Teatro Officina

 

Con Luca Aiello, Daniela Airoldi Bianchi, Mohamed Ba, Massimo de Vita,Pierluigi Durin, Stefano Grignani, Lucia Malcovati, Mario Pizzamiglio, Maria Prusicki.

 

Scenografia di Gianluca Martinelli

 

Luci di Beppe Sordi

 

Assistenza alla produzione Beatrice D’Errico

 

Video montati da Ferruccio Valerio de “Il centro storico”

 

Regia di MASSIMO DE VITA

 

Si ringrazia Jesus Galiano, Duccio Gri, Tommaso Abbate, Carla Cipolla e Luisa Dell’Acqua.

 

TEATRO OFFICINA

Via S. Elembardo, 2 Milano MM 1 Gorla – Bus 44

Info e prenotazioni

 

Tel. 02.2553200 - info@teatroofficina.it - www.teatroofficina.it

 

Ingresso unico: Euro 10,00 Durata: 70 minuti

 

TRASLOCHI

Il perenne migrare di uomini e cose

 

- L’AFRICA -

 

La colonizzazione aveva alla base l’idea che il popolo negroafricano non avrebbe mai avuto accesso ad un grado superiore di civiltà se non sposando  i valori fondanti della cultura coloniale.

 In quel tempo il dolore fu la nostra quotidianità, dolore del cuore e dello spirito.

 Durò tre secoli,  trecento anni.

 Ora, a testa alta,  possiamo proporvi un DECALOGO DELL’INTERCULTURA:

  1. 1 Non avrai altro io all’infuori di te.
  2. 2 Non nominare la nazionalità degli altri invano.
  3. Ricordati di valorizzare le feste di tutte le culture presenti nella tua città.
  4. Onora la memoria dei tuoi nonni e raccontala ai tuoi ospiti.
  5. Accogli spontaneamente il  punto di vista degli altri, non imporre il tuo.
  6. Non rubare la parola ai nuovi compagni, prima di tutto impara ad ascoltarli
  7. Non testimoniare sulla cultura degli altri se non ne sai niente.
  8. Non desiderare solo la tua cultura: rischi la solitudine e l’arretratezza.
  9. Non desiderare solo la cultura degli altri: rischieresti di far morire la tua.
  10. Non uccidere le differenze culturali: sono la bellezza dell’umanità.

     COGLIETE L’ATTIMO: ACCOGLIETE.

                                                                                       Mohamed Ba

 

 -LA PALESTINA -

Da “Stato d’assedio”, poesia di Mahmoud Darwish

 

(A un assassino): Se avessi contemplato il volto della vittima

e riflettuto, ti saresti ricordato di tua madre nella camera a gas,

avresti buttato via le ragioni del fucile

e avresti cambiato idea:

non è così che si ritrova un’identità.

 

                                Da “Odio”, poesia di Mahomud  Darwish

“Prendi nota: sono un arabo.

non odio nessuno né usurpo.

Ma se vengo ridotto alla fame

La carne dell’usurpatore sarà il mio cibo.

Attenti. Attenti alla mia fame e alla mia collera”

 

 

 

 -IL POPOLO  ROM -

(da una poesia di Giuseppe Natale, Presidente ANPI di Crescenzago)

 

E con poche povere masserizie

il cammino di sempre riprendono

per tornare indietro, ma dove?

Per andare avanti, ma dove?

A me piace accarezzarla la speranza

leggerla e viverla la parola bella

che rovesciata suona mor

la dolce tronca sillaba di Amor

Rom d’amor batte il cor

Rom d’amor canta il cor…

 

 

 - I SENZA FISSA DIMORA -

(Testimonianza raccolta da un commerciante peruviano di via Padova in seguito alla morte per assideramento di un senza dimora italiano del quartiere).

 

Era disponibile per i bisogni degli altri, soprattutto degli anziani. Se avevano bisogno di un servizio glielo faceva e non voleva mai nulla. Magari gli offrivano un caffè al bar, o gli portavano un po’ di frutta. Ma soldi non ne accettava.

Il venerdì mattina qui c’è il mercato, in via dei Transiti, e una signora comprava sempre alla bancarella le puntine di maiale già cotte  con le crocchette di patate, un po’ di frutta e gliele portava. Così il venerdì mattina diceva allegro “Oggi mangio puntine di maiale!”.

Alcuni erano solidali con lui, altri meno. 

C’era quelli che lo guardavano male perché dicevano che era un barbone. Però era un barbone che non dava fastidio a nessuno.
gianni71 alle 17:42 in: teatro officina
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martedì, 24 marzo 2009

Tratto dal film "Buongiorno, Notte"

Vi è un momento in cui il regista, Bellocchio, ha deciso di dare un volto umano alla brigatista..Lei sta leggendo una lettera scritta da Aldo Moro a sua moglie..Si rende conto che ciò che stanno facendo non è dissimile da quanto stanno combattendo..Nell'umanizzazione che è stata fatta da parte del regista, riguardo ai sequestratori dell'Onorevole Aldo Moro, la brigatista capisce che la condanna che porterà alla morte Aldo Moro, non è diversa dalle condanne che portarono alla morte, migliaia di partigiani...

Per quanto si possa credere in un ideale, per quanto lo si possa mettere in pratica e ci si possa identificare, non dovrà mai sfociare nella violenza. Perderemmo ogni forma di ragione. Un monito per chi ancora crede, che la lotta armata, sia di destra che di sinistra, possa portarci ad una soluzione.


interrompere video in alto a sinistra per visionare questo
gianni71 alle 18:41 in:
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domenica, 04 gennaio 2009

Sesto san giovanni EX Stalingrado d'italia

FONTE WIKIPEDIA http://it.wikipedia.org/wiki/Sesto_San_Giovanni



A cavallo tra Ottocento e Novecento Sesto si industrializza e aprono diverse fabbriche con l'investimento di molti industriali milanesi.

La prima filanda viene aperta nel 1832 da Giuseppe Puricelli Guerra in un'ala della villa di famiglia (nel 1840 viene ammodernata con l'introduzione delle "bacinelle da macero" a vapore). Nei decenni seguenti altre se ne aggiungono: la Savini , poi Gaslini, in quanto acquisita dai nobili Gaslini una famiglia proveniente da Milano , sulla vecchia strada per Monza, la De Ponti in via Vittorio Emanuele, la Gnocchi, la Chiavelli alla cascina Valdimagna. Nel 1878 sono sette e occupano 738 persone. Le principali industrie sono OSVA, Breda, Marelli, Falck, Spadaccini, Gabbioneta, Campari, Garelli, Balconi. Con l'industrializzazione aumenta esponenzialmente il numero di abitanti (14.000 nel 1911) e molte aziende costruiscono alloggi per operai nella città.

La presenza operaia rende molto fervente l'attività politica sestese e il regime fascista faticherà molto ad imporsi, anzi non riuscirà mai ad imporsi seriamente. Nelle fabbriche si organizza una lotta clandestina contro il fascismo. Tuttavia fu grande l'entusiasmo (spesso obbligato sotto minaccia) durante la visita del duce nel 1934 alla Ercole Marelli, ben più fredda l'accoglienza alla Falck. L'armistizio dell'8 settembre 1943fascismo furono salutati dai sestesi con grandi manifestazioni di gioia, la militarizzazione dei lavoratori aveva causato molti problemi economici e sociali, sfociati nei grandi scioperi tra il 1942 e il 1943. 

Al crollo del fascismo si introduce il controllo dei nazisti, ostacolato dai Gap (Gruppi di azione patriottica) che si riuniscono e si formano nelle varie fabbriche. Prende inizio la strenua resistenza contro i nazisti, le attività economiche si fermano quasi totalmente con l'ondata continua di scioperi del 1944 e 1945. Si susseguono arresti, deportazioni, fucilazioni e atti di sabotaggio e guerriglia. Il 28 aprile gli alleati entrano a Sesto San Giovanni.

Sesto San Giovanni è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stata insignita il 18 giugno 1971 della Medaglia d'Oro al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale. A ricordo delle fasi della lotta di liberazione e' stato eretto un monumento nella piazza della Resistenza antistante agli edifici del comune.

Dopo il difficile dopoguerra Sesto ricomincia la sua espansione urbana e demografica e continua ad essere un importante centro economico e durante gli anni di piombo sarà lo scenario di alcune azioni e propaganda delle Brigate Rosse.

La crescita economica prosegue fino alla crisi degli anni '90 del XX secolo quando chiusero tutte le fabbriche storiche di Sesto, ultima la Falck nel 1996. Sesto dovette trasformarsi completamente da città industriale a città del terziario avanzato, fase ancora in corso con la riconversione delle aree prima occupate dalle fabbriche.

gianni71 alle 12:46 in:
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lunedì, 24 novembre 2008

In memoria di Vito Scafidi::17 anni

Roma, 22 nov.
 (Apcom)

 Si chiamava Vito Scafidi e aveva 18 anni lo studente della quarta G del liceo scientifico Darwin di Rivoli morto nel crollo di un controsoffitto. La Rete degli studenti medi esprime il proprio dolore per la morte del giovane. "La notizia ci arriva mentre si sta riunendo la nostra direzione nazionale a Roma, che non potrà che essere permeata dalla riflessione e dalla rabbia per quanto accaduto: tutti gli studenti e le studentesse della Rete esprimono vicinanza ai famigli agli amici, ai compagni di classe".

Il tragico episodio di stamattina "mette la parola fine ai proclami del governo sulla necessità di risparmiare sulla scuola e sugli slogans della Gelmini degli ultimi mesi. La verità, e lo diciamo con dolore, è che nelle scuole italiane nel 2008, da nord a sud, noi studenti e i nostri docenti non siamo sicuri, perchè gli edifici scolastici sono inadeguati e insicuri". "Dopo la recente inaugarazione del nuovo plesso di San Giuliano, ecco che riemerge la verità più tremenda - aggiungono - cioè che nel 2008 in Italia a scuola si continua a morire: il governo intervenga subito per reinvestire almeno un miliardo di euro sottratti alla scuola nella finanziaria di luglio per un piano straordinario di messa in sicurezza e di rinnovamento degli edifici scolastici in Italia".

Lunedì in tutte le scuole gli aderenti alla Rete degli Studenti resteranno fuori per la durata della prima ora, "per Vito e per tutti gli studenti e le studentesse che ogni giorno vanno a scuola rischiando la vita".


gianni71 alle 00:32 in: comunicati, campagna di sensibilizzazione, vito scafidi
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martedì, 18 novembre 2008

come posso la faccio girare io la cosa...

endoretta ha condiviso con te una di video su YouTube:

si continua a lottare..non sono scomparsa...sto facendo sit-in permanente,SI DORME Lì davanti la REGIONE DI PALERMO DA UNA SETTIMANA E NON è FINITA!!!questa notizia non gira perchè hanno PAURA LO FACCIANO IN TANTI!!!A PRESTO!



gianni71 alle 00:18 in:
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lunedì, 17 novembre 2008

GIUSTIZIA PER I PESTAGGI ALLA SCUOLA DIAZ DURANTE IL G8 DI GENOVA

Undici ore di camera di consiglio per un sentenza che chiude, dopo quasi otto anni, quella che e' stata definita una delle pagine piu' nere della democrazia in Italia: i pestaggi alla scuola Diaz durante il G8 di Genova. Sono stati inflitti 35 anni e 7 mesi di reclusione totali, in gran parte condonati. Tredici condanne, sedici assoluzioni, tra le quali tutti i vertici della Polizia mandati a giudizio.

Scuola Diaz, era il 21 luglio 2001, a poche ore dalla morte del giovane Carlo Giuliani: le botte, gli insulti, le calunnie e gli atti falsi attraversarono quella notte e le stanze di quella scuola come una tempesta. In quelle aule, oltre 90 ragazzi pestati, insultati e calunniati. In molti erano in tribunale, stasera. Gli stessi che hanno ascoltato in silenzio il nome dei condannati (tutti i poliziotti del VII nucleo del Reparto Mobile di Roma che entrarono alla Diaz al comando di Vincenzo Canterini) e che hanno urlato 'vergogna, vergogna' quando hanno capito che il tribunale ha assolto i 'vertici', la 'catena di comando'
C'e' ansia in aula mentre si aspetta la sentenza. Molti sono presenti: Mark Covell, il giornalista inglese che fini' in coma per i calci e i pugni alla testa, e Haidi Giuliani, la mamma di Carlo; ci sono le ragazze che si trovarono gli occhi tumefatti e Vittorio Agnoletto, europedutato di Rifondazione comunista, ex leader del Genoa Social Forum

GIUSTIZIA E' MORTA


Un grido, 'vergogna, vergogna!', si leva dai banchi del pubblico quando si conclude la lettura della sentenza che assolve 16 su 29 imputati per quella che uno degli imputati, Michelangelo Fournier, aveva definito la ''macelleria messicana'' compiuta nella scuola
Diaz nella notte del Luglio 2001
gianni71 alle 23:29 in:
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domenica, 26 ottobre 2008

Aiuta la Proposta di Legge Contro gli Sprechi della Politica Italiana

Cari Amici della Petizione Contro gli Sprechi,

Mai come in questo periodo la nostra Proposta di Legge e' attuale e Indispensabile per reperire le risorse finanziarie per aiutari le Famiglie, le Imprese, la Scuola, la Ricerca, gli Anziani che non arrivano piu' alla fine del mese e tutta la Societa' del nostro Paese. Per questo coninuiamo a pensare che sia l’unica via da percorrere per risolvere il problema.

La nostra Proposta è stata annunciata in Aula alla Camera ed è stata affidata alla I Commissione Affari Costituzionali alla Camera dei Deputati - numero affidato: 346/10 Ottobre 2008 - e potrebbe essere discussa in qualunque momento se solo i componenti della Commissione lo volessoro.

Naturalmente questo non e' nelle loro intenzioni (come tutte le petizioni che sono depositate in parlamento) ma noi siamo caparbi e continuiamo a pensare che, accertato che con la nostra proposta si possano risparmiare (e lo abbiamo provato) circa 10 miliardi di euro all'anno, essa rappresenta l’unica via concreta per reperire le risorse finanziarie necessarie e urgenti per il Paese. Le altre vie proposte dalla Politica sono solo pretestuose, strumentali e sempoicemente inefficaci.    

Per questo abbiamo intrapreso nuove e ulteriori iniziative a supporto della nostra proposta di legge che pero' presuppone una Generale Mobilitazione di tutti i Citadini onesti e non compromessi dalla Politica ma che semplicemente vivono sulla propria pelle gli enormi sprechi causati dalla cattiva gestione politica delle Istituzioni dello Stato.                                                                                 

Se anche tu senti di far parte di questa categoria di Cittadini e veramente vuoi dare un contributo per la risoluzione degli annosi problemi del nostro Paese, aiutaci aderendo e diffondendo le nostre iniziative a supporto di una legge che tagli finalmente gli sprechi della Politica (legge che ripeto porterebbe a reperire ulteriori 10 miliardi di euro all’anno). 

E' una occasione ottima e unica per dare concretezza al clima di insoddisfazione e di sofferenza generale che attraversa il nostro paese e sopratutto per recupare risorse finanziarie urgentissime!

Il nostro appello di aiuto e di supporto per la nostra proposta e' rivolto a tutti:

  • Operai, pensionati, studenti, disoccupati, precari, professionisti, imprenditori, associazioni di cittadini di qualunque natura, che sulla propria pelle vivono le enormi difficolta' della mancanza di adeguate risorse finanziarie
  • A chi fa' politica: per concretizzare l'biettivo del bene comune con un piccolo sacrificio personale (noi non vogliamo che i politici svolgano la loro funzione Gratis ma con indennita' appropriate e adeguate al periodo storico e finanziario del nostro Paese)
  • A chi e' collegato al mondo della politica tramite parentela, amicizia  o collegamenti a vario titolo con persone che svolgono funzioni politiche, affinche' chiedano a loro interventi urgenti in materia, senza per questo creare situazioni conflittuali
  • Agli operatori del mondo dei Media (giornali - televisioni - radio) affinche', con rispetto, saggezza e senza contrapposizioni con nessuno (sopratutto con i propri editori che quasi tutti hanno come riferimento una forza politica) diffondano l'utilita' generale di un intervento come quello da noi proposto 

Puoi collegarti al nostro sito www.publice.it 

dove troverai tutte le forme e le indicazioni per vincere questa battaglia civile e morale per il nostro Paese.

NB: E’ in preparazione il primo vero rapporto dettagliato sugli sprechi della Politica Italiana, con cifre dettagliate (selezionate per Istituzioni Centrali, Regioni, Province, Comuni, Enti, cariche), e soluzioni di risparmio possibili. Vi avviseremo quando potrete scaricare la vostra copia dal nostro sito.

Grazie per l’attenzione e a presto.

Cordialita;.

DIEGO PASCALE

www.publice.it






certo che navigando in rete dal suddito peggiore qualcuno ci passa........

View yesterday's referrers for: sudditopeggiore.splinder.com



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mercoledì, 22 ottobre 2008

Berlusconi pensa al futuro. Alla raccolta e ai termovalorizzatori "che dovranno essere costruiti".

...."Poi abbiamo pensato al termovalorizzatore di Napoli e a quello di Santa Maria la Fossa - continua il Cavaliere - Si tratta di un piano che avrà tempi anticipati rispetto al programma.




...Eravamo scarsi di monnezza


Così ho avvelenato Napoli....
Le confessioni di Gaetano Vassallo, il boss che per 20 anni ha nascosto rifiuti tossici in Campania pagando politici e funzionari



paragrafi "peggiori" poi seguirà l'articolo per intero


I primi clienti li ha raccolti in Toscana, in quelle aziende fiorentine dove la massoneria di Licio Gelli continua ad avere un peso. I controlli non sono mai stati un problema: dichiara di avere avuto a libro paga i responsabili. Anche con la politica ha curato rapporti e investimenti, prendendo la tessera di Forza Italia e puntando sul partito di Berlusconi.

La rete di protezione
Quando Vassallo si presenta ai magistrati dell’Antimafia di Napoli è il primo aprile. Mancano due settimane alle elezioni, tante cose dovevano ancora accadere. Due mesi esatti dopo, Michele Orsi, uno dei protagonisti delle sue rivelazioni è stato assassinato da un commando di killer casalesi. E 42 giorni dopo Nicola Cosentino, il più importante parlamentare da lui chiamato in causa, è diventato sottosegretario del governo Berlusconi.

Venerdì, 12 Settembre 2008

 

Così ho avvelenato Napoli

di Gianluca Di Feo e Emiliano Fittipaldi
Le confessioni di Gaetano Vassallo, il boss che per 20 anni ha nascosto rifiuti tossici in Campania pagando politici e funzionari

2040674.jpgTemo per la mia vita e per questo ho deciso di collaborare con la giustizia e dire tutto quello che mi riguarda, anche reati da me commessi. In particolare, intendo riferire sullo smaltimento illegale dei rifiuti speciali, tossici e nocivi, a partire dal 1987-88 fino all’anno 2005. Smaltimenti realizzati in cave, in terreni vergini, in discariche non autorizzate e in siti che posso materialmente indicare, avendo anche io contribuito… Comincia così il più sconvolgente racconto della devastazione di una regione: venti anni di veleni nascosti ovunque, che hanno contaminato il suolo, l’acqua e l’aria della Campania. Venti anni di denaro facile che hanno consolidato il potere dei casalesi, diventati praticamente i monopolisti di questo business sporco e redditizio. La testimonianza choc di una follia collettiva, che dalla fine degli anni Ottanta ha spinto sindaci, boss e contadini a seminare scorie tossiche nelle campagne tra Napoli e Caserta. Con il Commissariato di governo che in nome dell’emergenza ha poi legalizzato questo inferno.

Gaetano Vassallo è stato l’inventore del traffico: l’imprenditore che ha aperto la rotta dei rifiuti tossici alle aziende del Nord. E ha amministrato il grande affare per conto della famiglia Bidognetti, seguendone ascesa e declino nell’impero di Gomorra.

I primi clienti li ha raccolti in Toscana, in quelle aziende fiorentine dove la massoneria di Licio Gelli continua ad avere un peso. I controlli non sono mai stati un problema: dichiara di avere avuto a libro paga i responsabili. Anche con la politica ha curato rapporti e investimenti, prendendo la tessera di Forza Italia e puntando sul partito di Berlusconi.

La rete di protezione
Quando Vassallo si presenta ai magistrati dell’Antimafia di Napoli è il primo aprile. Mancano due settimane alle elezioni, tante cose dovevano ancora accadere. Due mesi esatti dopo, Michele Orsi, uno dei protagonisti delle sue rivelazioni è stato assassinato da un commando di killer casalesi. E 42 giorni dopo Nicola Cosentino, il più importante parlamentare da lui chiamato in causa, è diventato sottosegretario del governo Berlusconi.

Vassallo non si è preoccupato. Ha continuato a riempire decine di verbali di accuse, che vengono vagliati da un pool di pm della direzione distrettuale antimafia napoletana e da squadre specializzate delle forze dell’ordine: poliziotti, finanzieri, carabinieri e Dia. Finora i riscontri alle sue testimonianze sono stati numerosi: per gli inquirenti è altamente attendibile.

Anche perché ha conservato pacchi di documenti per dare forza alle sue parole. Che aprono un abisso sulla devastazione dei suoli campani e poi, attraverso i roghi e la commercializzazione dei prodotti agro-alimentari, sulla minaccia alla salute di tutti i cittadini. Come è stato possibile?

“Nel corso degli anni, quanto meno fino al 2002, ho proseguito nella sfruttamento della ex discarica di Giugliano, insieme ai miei fratelli, corrompendo l’architetto Bovier del Commissariato di governo e l’ingegner Avallone dell’Arpac (l’agenzia regionale dell’ambiente). Il primo è stato remunerato continuativamente perché consentiva, falsificando i certificati o i verbali di accertamento, di far apparire conforme al materiale di bonifica i rifiuti che venivano smaltiti illecitamente. Ha ricevuto in tutto somme prossime ai 70 milioni di lire. L’ingegner Avallone era praticamente ’stipendiato’ con tre milioni di lire al mese, essendo lo stesso incaricato anche di predisporre il progetto di bonifica della nostra discarica, progetto che ci consentiva la copertura formale per poter smaltire illecitamente i rifiuti”.

Il gran pentito dei veleni parla anche di uomini delle forze dell’ordine ‘a disposizione’ e di decine di sindaci prezzolati. Ci sono persino funzionari della provincia di Caserta che firmano licenze per siti che sono fuori dai loro territori. Una lista sterminata di tangenti, versate attraverso i canali più diversi: si parte dalle fidejussioni affidate negli anni Ottanta alla moglie di Rosario Gava, fratello del patriarca dc, fino alla partecipazione occulta dell’ultima leva politica alle società dell’immondizia.

L’età dell’oro
Vassallo sa tutto. Perché per venti anni è stato il ministro dei rifiuti di Francesco Bidognetti, l’uomo che assieme a Francesco ‘Sandokan’ Schiavone domina il clan dei casalesi. All’inizio i veleni finivano in una discarica autorizzata, quella di Giugliano, legalmente gestita. Le scorie arrivavano soprattutto dalle concerie della Toscana, sui camion della ditta di Elio e Generoso Roma. C’era poi un giro campano con tutti i rifiuti speciali provenienti dalla rottamazione di veicoli: fiumi di olii nocivi.

I protagonisti sono colletti bianchi, che fanno da prestanome per i padrini latitanti, li nascondono nelle loro ville e trasmettono gli ordini dal carcere dei boss detenuti. In pratica, accusa tutte le aziende campane che hanno operato nel settore, citando minuziosamente coperture e referenti. C’è l’avvocato Cipriano Chianese. C’è Gaetano Cerci “che peraltro è in contatto con Licio Gelli e con il suo vice così come mi ha riferito dieci giorni fa”.

Il racconto è agghiacciante. Sembra che la zona tra Napoli e Caserta venga colpita dalla nuova febbre dell’oro. Tutti corrono a sversare liquidi tossici, improvvisandosi riciclatori. “Verso la fine degli Ottanta ogni clan si era organizzato autonomamente per interrare i carichi in discariche abusive. Finora è stato scoperto solo uno dei gruppi, ma vi erano sistemi paralleli gestiti anche da altre famiglie”.

Ci sono trafficanti fai-dai-te che buttano liquidi fetidi nei campi coltivati in pieno giorno. Contadini che offrono i loro frutteti alle autobotti della morte. E se qualcuno protesta, intervengono i camorristi con la mitraglietta in pugno.

La banalità del male
Chi, come Vassallo, possiede una discarica lecita, la sfrutta all’infinito. Il sistema è terribilmente banale: nei permessi non viene indicata l’esatta posizione dell’invaso, né il suo perimetro. Così le voragini vengono triplicate. “Tutte le discariche campane con tale espediente hanno continuato a smaltire in modo abusivo, sfruttando autorizzazioni meramente cartolari. Ovviamente, nel creare nuovi invasi mi sono disinteressato di attrezzare quegli spazi in modo da impermeabilizzare i terreni; non fu realizzato nessun sistema di controllo del percolato e nessuna vasca di raccolta, sicché mai si è provveduto a controllare quella discarica ed a sanarla”. In uno di questi ‘buchi’ semilegali Vassallo fa seppellire un milione di metri cubi di detriti pericolosi.

L’aspetto più assurdo è che durante le emergenze che si sono accavallate, tutte queste discariche - quelle lecite e i satelliti abusivi - vengono espropriate dal Commissariato di governo per fare spazio all’immondizia di Napoli città. All’imprenditore della camorra Vassallo, pluri-inquisito, lo Stato concede ricchi risarcimenti: quasi due milioni e mezzo di euro. E altra monnezza seppellisce così il sarcofago dei veleni, creando un danno ancora più grave.

“I rifiuti del Commissariato furono collocati in sopra-elevazione; la zone è stata poi ’sistemata’, anche se sono rimasti sotterrati rifiuti speciali (includendo anche i tossici), senza che fosse stata realizzata alcuna impermeabilizzazione. Non è mai stato fatto uno studio serio in ordine alla qualità dell’acqua della falda. E quella zona è ad alta vocazione agricola”.

L’import di scorie pericolose fruttava al clan 10 lire al chilo. “In quel periodo solo da me guadagnarono due miliardi”. Il calcolo è semplice: furono nascoste 200 mila tonnellate di sostanze tossiche. Questo soltanto per l’asse Vassallo-casalesi, senza contare gli altri i boss napoletani che si erano lanciati nell’affare, a partire dai Mallardo.

“Una volta colmate le discariche, i rifiuti venivano interrati ovunque. In questi casi gli imprenditori venivano sostanzialmente by-passati, ma talora ci veniva richiesto di concedere l’uso dei nostri timbri, in modo da ‘coprire’ e giustificare lo smaltimento dei produttori di rifiuti, del Nord Italia… Ricordo i rifiuti dell’Acna di Cengio, che furono smaltiti nella mia discarica per 6.000 quintali. Ma carichi ben superiori dall’Acna furono gestiti dall’avvocato Chianese: trattava 70 o 80 autotreni al giorno. La fila di autotreni era tale che formava una fila di circa un chilometro e mezzo”.

Un’altra misteriosa ondata di piena arriva tra la fine del 2001 e l’inizio del 2002: “Si trattava di un composto umido derivante dalla lavorazione dei rifiuti solidi urbani triturati, contenente molta plastica e vetro”. Decine di camion provenienti da un impianto pubblico: a Vassallo dicono che partono da Milano e vanno fatti scomparire in fretta.

Il patto con la politica
Uno dei capitoli più importanti riguarda la società mista che curava la nettezza urbana a Mondragone e in altri centri del casertano. È lì che parla dei fratelli Michele e Sergio Orsi, imprenditori con forti agganci nei palazzi del potere: il primo è stato ammazzato a giugno. I due, arrestati nel 2006, si erano difesi descrivendo le pressioni di boss e di politici.

Ma Vassallo va molto oltre: “Confesso che ho agito per conto della famiglia Bidognetti quale loro referente nel controllo della società Eco4 gestita dai fratelli Orsi. Ai fratelli Orsi era stata fissata una tangente mensile di 50 mila euro… Posso dire che la società Eco4 era controllata dall’onorevole Nicola Cosentino e anche l’onorevole Mario Landoldi (An) vi aveva svariati interessi. Presenziai personalmente alla consegna di 50 mila euro in contanti da parte di Sergio Orsi a Cosentino, incontro avvenuto a casa di quest’ultimo a Casal di Principe. Ricordo che Cosentino ebbe a ricevere la somma in una busta gialla e Sergio mi informò del suo contenuto”.

Rapporti antichi, quelli con il politico che la scorsa settimana ha accompagnato Berlusconi nell’ultimo bagno di folla napoletano: “La mia conoscenza con Cosentino risale agli anni ‘80, quando lo stesso era appena uscito dal Psdi e si era candidato alla provincia. Ricordo che in quella occasione fui contattato da Bernardo Cirillo, il quale mi disse che dovevamo organizzare un incontro elettorale per il Cosentino che era uno dei ‘nostri’ candidati ossia un candidato del clan Bidognetti. In particolare il Cirillo specificò che era stato proprio ‘lo zio’ a far arrivare questo messaggio”.

Lo ‘zio’, spiega, è Francesco Bidognetti: condannato all’ergastolo in appello nel processo Spartacus e, su ordine del ministro Alfano, sottoposto allo stesso regime carcerario di Totò Riina e Bernardo Provenzano. L’elezione alla provincia di Caserta è stata invece il secondo gradino della carriera di Cosentino, l’avvocato di Casal di Principe oggi leader campano della Pdl e sottosegretario all’Economia. “Faccio presente che sono tesserato ‘Forza Italia’ e grazie a me sono state tesserate numerose persone presso la sezione di Cesa. Mi è capitato in due occasioni di sponsorizzare la campagna elettorale di Cosentino offrendogli cene presso il ristorante di mio fratello, cene costose con centinaia di invitati. L’ho sostenuto nel 2001 e incontrato spesso dopo l’elezione in Parlamento”.

Ma quando si presenta a chiedere un intervento per rientrare nel gioco grande della spazzatura, gli assetti criminali sono cambiati. Il progetto più importante è stato spostato nel territorio di ‘Sandokan’ Schiavone. Il parlamentare lo riceve a casa e può offrirgli solo una soluzione di ripiego: “Cosentino mi disse che si era adeguato alle scelte fatte ‘a monte’ dai casalesi che avevano deciso di realizzare il termovalorizzatore a Santa Maria La Fossa. Egli, pertanto, aveva dovuto seguire tale linea ed avvantaggiare solo il gruppo Schiavone nella gestione dell’affare e, di conseguenza, tenere fuori il gruppo Bidognetti e quindi anche me”.

Vassallo non se la prende. È abituato a cadere e rialzarsi. Negli ultimi venti anni è stato arrestato tre volte. Dal 1993 in poi, ad ogni retata seguiva un periodo di stallo. Poi nel giro di due anni un’emergenza che gli riapriva le porte delle discariche. “Fui condannato in primo grado e prosciolto in appello. Ma io ero colpevole”. Una situazione paradossale: anche mentre sta confessando reati odiosi, ottiene dallo Stato un indennizzo di un milione 200 mila euro. E avverte: “Conviene che li blocchiate prima che i miei fratelli li facciano sparire…”.
(11 settembre 2008)
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gianni71 alle 23:37 in:
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